SOLIERA. Dodicesimo appuntamento con la rubrica dei Leprotti “Offload”, che vede ospite una coppia di protagonisti del rugby biancazzurro che, in una classica intervista doppia, risponderanno ad alcune domande raccontandoci pensieri, ricordi, aneddoti del mondo dei Leprotti Rugby Soliera.
Per l’appuntamento odierno della nostra rubrica gli ospiti sono il presidente Raffello Vallone e il coach Andrea Vallone.



Padre, figlio e rugby: una storia di passione che continua ogni giorno
Ci sono storie che nascono su un campo da rugby e altre che iniziano molto prima, tra le mura di casa, nei piccoli gesti quotidiani e nei valori che vengono trasmessi da una generazione all’altra.
Quella che state per leggere è una storia che unisce entrambe le dimensioni. Una storia fatta di passione, impegno, confronto, crescita e soprattutto condivisione. Perché quando il rugby entra davvero nella vita delle persone, smette di essere soltanto uno sport e diventa un linguaggio comune, un modo di vedere il mondo e di affrontare le sfide che ogni giorno si presentano dentro e fuori dal campo.
Nei Leprotti Rugby Soliera il senso di famiglia è da sempre uno dei valori più importanti. Non è soltanto uno slogan o una frase da utilizzare nelle occasioni speciali: è qualcosa che si respira durante gli allenamenti, nelle trasferte, nei tornei, nelle giornate trascorse insieme e in tutte quelle occasioni in cui bambini, genitori, allenatori e volontari condividono emozioni, sacrifici e soddisfazioni.
In questa intervista abbiamo voluto raccontare una delle relazioni che meglio rappresentano questo spirito: quella tra Raffaello, presidente dei Leprotti Rugby Soliera, e Andrea, allenatore e figura sempre più importante all’interno della società.
Un rapporto che affonda le proprie radici nella famiglia ma che si sviluppa ogni giorno anche attraverso il rugby. Due ruoli diversi, due generazioni differenti, esperienze e punti di vista che si incontrano e si confrontano con un obiettivo comune: contribuire alla crescita dei ragazzi e al futuro della società.
Attraverso le loro parole scoprirete il valore del dialogo, l’importanza del confronto, la forza della fiducia reciproca e il significato di costruire qualcosa insieme nel tempo. Non troverete soltanto racconti legati allo sport, ma anche riflessioni che parlano di educazione, responsabilità, crescita personale e passione autentica.
Perché dietro ogni allenamento, ogni torneo e ogni meta segnata esistono persone che dedicano tempo, energie e cuore a un progetto che guarda lontano.
E proprio da qui parte il nostro viaggio.

Una passione comune che unisce oltre il campo
Nel vostro rapporto quotidiano convivono due mondi: la famiglia e il rugby. Come influisce il legame padre-figlio sulla collaborazione dentro la società, e in che modo riuscite a bilanciare momenti di gioco, allenamenti e vita familiare senza che l’uno interferisca troppo con l’altro?
Raffaello: In realtà l’uno interferisce molto nell’altro e mi riferisco al rapporto presidente-allenatore, lo dico con il sorriso.. ora Andrea deve sopportarmi anche come presidente… e nelle nostre piccole realtà il presidente è spesso anche Direttore tecnico. A parte gli scherzi il rapporto padre e figlio è eccellente, e quello nel club rispecchia il nostro essere in famiglia. Nei confronti di Andrea ho magari interazioni più dirette e senza filtro, e questo è il bello di un rapporto padre e figlio all’interno di un club. Andrea dal suo canto rispetta molto il mio lavoro e la passione che infondo nella associazione e di conseguenza è molto accorto al suo lavoro e questo mi rende orgoglioso.
Andrea: L’aspetto più positivo di questo legame consiste nel capire l’importanza di fare le cose al mio meglio, per il bene dei nostri bambini e della società stessa: la possibilità di lavorare a stretto contatto con il Presidente mi permette di studiare gli aspetti tecnici e umani dell’essere educatore, nonché quanto un presidente si occupi di numerosi aspetti organizzativi, sportivi, gestionali, umani… ma soprattutto dei dettagli che fanno la differenza in favore del nostro sviluppo e dei nostri successi. Parlo di una formazione a 360 gradi: durante la vita familiare ci confrontiamo con piacere su numerosi aspetti di gioco e sulla gestione dei Leprotti. La squadra fa parte della nostra vita, quindi confrontarci in un contesto tranquillo come quello di casa mi soddisfa tanto e aggiunge normalità al dialogo. Poi va da sé che Raffaello è il mio primo maestro nel mondo del rugby e, data la sua storia da giocatore, da allenatore e da presidente, avere i suoi consigli è non solo una grande fortuna, ma anche un enorme privilegio.

Discutere per migliorare, ascoltare per costruire insieme
Nel corso della vostra esperienza insieme vi sarà sicuramente capitato di avere visioni diverse su scelte tecniche, gestione dei ragazzi o approccio al rugby: quando succede, come affrontate il confronto? Prevale il dialogo ‘professionale’ oppure entra in gioco anche il rapporto personale, magari con qualche discussione più accesa ma costruttiva?
Raffaello: Le diversità di idee sono all’ordine del giorno; Andrea è dotato di un innato senso critico, non accetta mai nulla come un postulato nonostante sia suo padre, il direttore tecnico, il presidente, mi tocca sempre spiegare il mio punto di vista e tutto cio che mi spinge a dire o a fare una determinata cosa. Poi se dico qualcosa in correzione al suo operato ancor di piu, e inoltre difende sempre la sua idea, ma a volte ci troviamo durante l’allenamento o in presenza di altri e non possiamo dilungarci, sia per non annoiare chi ci ascolta, e sia per non rompere il ritmo dell’allenamento. In quel caso, spolvero la mia posizione di padre e chiedo che si adegui ai miei ordini…a volte mi fa un sorriso e va via, altre volte non ci riesce, ma comunque continua la sua attività. Poi dopo l’accaduto con un po piu di tempo, insieme ripercorriamo il fatto e il dubbio che ci ha assaliti e lo chiariamo con maggiore tempo e maggiore calma. Posso affermare senza ombra di dubbio che Andrea, nonostante la sua giovane età, sia già un valido collaboratore all’interno della nostra società. E i ragazzi della under 8 ne hanno riconosciuto il valore, la dolcezza e la complicità.
Andrea: Tra noi due capita, a volte, di avere visioni diverse, perciò è necessario capire cosa pensa l’altra persona e quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ogni idea: sono sempre stato e sono dell’idea che un problema si risolva nel modo migliore con l’unione di più teste pensanti. Se parlo con Raffaello, la discussione assume un aspetto legato alla formazione professionale e alla forma mentis di ciascuno di noi, dato che abbiamo una differenza di età e di esperienze vissute, ma questo non condiziona assolutamente la professionalità e neanche il rapporto tra noi due! È importante parlare spesso, ogni qual volta sia possibile, di come sono andate le varie situazioni e come si possano migliorare per creare un percorso di crescita reciproca continuato.

Il valore reciproco che rafforza ogni collaborazione
Guardandovi l’un l’altro nel vostro ruolo sportivo, se doveste descrivere reciprocamente un vostro punto di forza e un aspetto su cui migliorare, cosa direste? E quanto pensate che il fatto di conoscervi così bene, anche fuori dal campo, incida nel vostro modo di lavorare insieme?
Raffaello: Indubbiamente quando si ha un rapporto di collaborazione nel nostro profondo cerchiamo sempre quale possa essere il punto di forza o di debolezza del nostro collaboratore, perché questa osservazione restituisce serenità nella gestione di una specifica attività o viceversa necessità di affiancamento al fine di assicurare un buon risultato. Andrea senza dubbio ha dalla sua parte la passione, la dedizione, la capacità empatica con i ragazzi del gruppo ed è dotato di buona tecnica generale che va affinata per la specifica categoria. Come tutti i giovani a volte, può peccare di eccessiva bontà e dilungarsi in convincimneti quando con alcune tecniche frutto dell’esperienza si riuscirebbe ad assottiglia i tempi di risposta. Ovviamente questa è la mia analisi ipercritica sia per le mie competenze che per il rapporto di parentela che ci unisce, ma comunque in generale siamo ad un ottimo livello di coaching.
Andrea: I punti di forza del Presidente sono senza dubbio la capacità di organizzare i tantissimi aspetti dei Leprotti al meglio e la competenza sportiva: avere un Presidente con tante esperienze e abilità maturate in giro per l’Italia non può che essere la persona giusta alla guida della nostra associazione sportiva! Un aspetto in cui può migliorare – e in cui cerco di aiutarlo nel mio piccolo – è il “modernizzare” alcuni aspetti della Società. Mi spiego meglio: sono molto giovane, quindi tengo molto a fargli osservare certi aspetti, ad esempio, riguardanti la comunicazione e l’uso di Internet per agevolare la crescita del rugby a Soliera. Sono due degli aspetti che, nel 2026, hanno un’importanza troppo alta per non essere sfruttati appieno. E questa consapevolezza da parte mia di questi strumenti mi permette di dargli consigli, come anche in altri aspetti: conoscendo così bene i vari aspetti reciproci, diventa molto più semplice fornirci un aiuto a 360 gradi!

Il rugby come eredità per i giovani di domani
Guardando al futuro, sia come famiglia che come realtà sportiva, che cosa rappresenta per voi questo percorso condiviso nel rugby? È più una passione che vi unisce nel presente o anche un’eredità di valori e visione che state costruendo per i più piccoli e per la società?
Raffaello: In realtà credo in entrambe le circostanze, sia una insostituibile passione per questo sport sia la volontà più profonda di tramandare ai più giovani i valori di questo magnifico sport. La nostra visione ci indica la strada verso lo sviluppo di questa associazione, vogliamo che cresca e vogliamo che sia completa di tutte le sue categorie che confluiscono in una prima squadra, al fine di dare continuità ai nostri giovani rugbysti. Per cui sicuramente è la nostra passione, ma sicuramente anche la visione ci spingono a lavorare con impegno e dedizione.
Andrea: Il rugby non è solo uno sport, è un mondo fantastico e una scuola di vita che, tramite i suoi valori, aiuta anche e soprattutto a diventare persone migliori. Dare continuità e garantire un futuro ai Leprotti significa credere in un progetto che insegna ai più piccoli l’importanza dell’inclusione, della solidarietà e dell’altruismo, che sono valori fondamentali non solo nel rugby, ma soprattutto nella vita che li aspetta. Personalmente, il percorso mio e della mia famiglia è stato fin da subito un’esperienza coraggiosa, costruire una società sportiva da zero è stata una scelta coraggiosa e non priva di rischi da parte del Presidente, ma come in ogni progetto l’unione fa la forza e sostenendoci sotto ogni aspetto siamo riusciti a costruire una realtà solida e ciò aiuta anche il nostro rapporto. Ogni allenamento o Festival o Torneo andato bene migliora il nostro morale, da cui il nostro senso di famiglia cresce sempre più. Senso di famiglia che, con successo, facciamo provare a tutti i membri dei Leprotti, poiché solo tutti insieme si può raggiungere ogni meta, in campo e fuori!

La prima grande impresa vissuta insieme sul campo
Se doveste rivivere un momento insieme legato al rugby — uno di quelli che vi è rimasto davvero dentro — quale scegliereste e perché?
Raffaello: In 10 anni e più di rugby trascorsi insieme, è ovvio che di significativi ce ne sono molti… se proprio devo sceglierne uno su tutti, bè sicuramemte è stato il nostro primo torneo amici dei leprotti 1^Edizione. Lo organizzammo al campo comunale di Ganaceto … giornata piovosissima ricordo, ma con le strutture adatte e l’aiuto dei genitori all’epoca coinvolti, organizzammo un torneo a prova di nubifragio. Lo ricordo come un momento importante trascorso con Andrea, perché lui giocava in quella squadra under 12, tralaltro abbondante in numeri e talentuosa in qualità. Quella prima edizione la vincemmo noi dei leprotti, all’epoca asd rugby pro 4 ville. I ragazzi emozionatissimi ebbero la meglio sul Formigine, la Lanfranco e il cavezzo/carpi…e in lacrime alzarono la coppa al cielo. Si, forse è stato questo il momemto più intenso condiviso. Ma parafrasando una famosa frase.. io sono convinto che il meglio deve ancora venire, per le nostre esperienze rugbystiche…
Andrea: Ce ne sono tantissimi di momenti che meritano di essere vissuti di nuovo, ma tra tutti direi il nostro primo Torneo “Amici dei Leprotti” nel 2017. Era una domenica mattina in cui ci fu una pioggia battentissima, e la nostra UNDER 12, categoria in cui giocavo, vinse il suo primo Torneo contro ogni pronostico grazie a una prova fantastica! Raffaello allenava la mia categoria, quindi questo momento è stato fantastico non solo per l’aspetto sportivo, ma anche e soprattutto per l’aspetto emotivo e personale tra noi due. Nonostante gli avversari e nonostante le condizioni metereologiche, siamo riusciti a vincere il nostro primissimo Torneo, e questo è stato per me un momento fondamentale nella carriera rugbistica che abbiamo condiviso! Siamo stati entrambi protagonisti di una straordinaria vittoria quel giorno.

Valori condivisi oggi per costruire insieme il futuro dei Leprotti Rugby Soliera
Arrivati al termine di questa intervista emerge con chiarezza un aspetto fondamentale: il rugby può certamente insegnare come si gioca una partita, ma soprattutto insegna come si costruiscono relazioni solide, durature e autentiche.
Le parole di Raffaello e Andrea raccontano molto più di un semplice rapporto tra presidente e allenatore. Raccontano l’incontro tra esperienza e gioventù, tra tradizione e innovazione, tra chi ha costruito le fondamenta di un progetto e chi oggi contribuisce a svilupparlo con nuove idee, entusiasmo e prospettive differenti.
Nel corso delle loro risposte abbiamo scoperto come il confronto, anche quando porta a visioni diverse, possa trasformarsi in una risorsa preziosa. Abbiamo visto come la fiducia reciproca permetta di lavorare insieme con serenità e come la conoscenza profonda che deriva dal rapporto familiare rappresenti un valore aggiunto nella gestione quotidiana della società.
Ma soprattutto abbiamo percepito qualcosa che va oltre i singoli ruoli: la volontà comune di lasciare un segno positivo nelle vite dei più piccoli. Perché ogni allenamento, ogni attività organizzata, ogni torneo e ogni momento condiviso contribuiscono a costruire un ambiente in cui i bambini possono crescere non soltanto come sportivi, ma anche come persone.
I Leprotti Rugby Soliera sono il risultato dell’impegno di tante persone che credono nei valori del rugby e nella forza della comunità. In questa storia, però, troviamo un esempio particolarmente significativo di come una passione possa diventare un progetto di vita, capace di unire famiglia, amicizia, educazione e sport.
E forse il messaggio più bello che emerge da questa intervista è proprio questo: il futuro non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, condividendo idee, affrontando difficoltà, imparando gli uni dagli altri e mettendo sempre al centro le persone.
Le emozioni vissute in passato, i ricordi custoditi con orgoglio e i traguardi raggiunti rappresentano tappe importanti di un percorso che continua ancora oggi. Un percorso che guarda avanti con entusiasmo, senza dimenticare le proprie radici e senza perdere di vista i valori che hanno permesso ai Leprotti di crescere anno dopo anno.
Perché le coppe si conservano nelle bacheche, le fotografie negli album e i risultati negli archivi.
I valori, invece, restano nelle persone.
E sono proprio quei valori, trasmessi ogni giorno dentro e fuori dal campo, a rappresentare la vittoria più importante per i Leprotti Rugby Soliera.

I protagonisti di oggi
Raffaello Vallone
Presidente Leprotti Rugby Soliera
Andrea Vallone
Coach Leprotti Rugby Soliera


