Offload n.1: Un’amicizia antica che continua e si rinnova nel tempo

SOLIERA. Parte oggi la nuova rubrica dei Leprotti “Offload”, che vede ospite una coppia di protagonisti del rugby biancazzurro che, in una classica intervista doppia, risponderanno ad alcune domande raccontandoci pensieri, ricordi, aneddoti l’uno dell’altro.

Per il primo appuntamento della nostra rubrica gli ospiti sono il presidente Raffaello Vallone e il coach degli UNDER 11 Vincenzo La Rocca.

Un’amicizia che viene da lontano

Un’amicizia, la vostra, che viene da lontano e che nel rettangolo verde ovale si è consolidata. Sicuramente rafforzata dai vostri ruoli in campo, terza linea centro e mediano di mischia, due ruoli sicuramente legati da una stretta collaborazione nel gioco della palla ovale. Dal punto di vista prettamente rugbistico, qual era secondo te il punto di forza dell’altro in campo?

Raffaello: La nostra amicizia si è rinforzata con il tempo trascorso insieme sui campi da rugby e, chi come noi vede in questo sport un modo di essere, fa delle amicizie sportive le proprie amicizie di vita.
Vincenzo ha delle caratteristiche rugbistiche di alto livello ed è estremamente competente in mischia chiusa, in touche, in ruck, in moul ma la sua massima espressione la esprimeva in campo aperto grazie anche al suo handling da fare invidia ai trequarti nonostante lui fosse un avanti. Il suo gioco era continuo, esteticamente bello e altamente competente, non a caso all’età di 16 anni e per due anni consecutivi ha disputato incontri con la maglia della Nazionale Italiana di rugby. Poi tra me e lui c’è sempre stata un intesa esaltante, non c’era bisogno di tante parole, a volte bastava un gesto o uno sguardo e insieme confezionavamo delle giocate che spesso hanno avuto successo. Ho condiviso con lui sul campo 20 anni di grande rugby.

Vincenzo: Io e Raffaello ci capivamo al volo sul rettangolo verde, solo con una piccola espressione del volto.. Il suo punto di forza era sicuramente la tecnica e poi la capacità di leggere le situazioni prima degli altri. La nostra giocata più famosa era la Gregan, dedicata al mediano di mischia australiano George Musarurwa Gregan. L’esperienza rugbistica di Raffaello era sempre al servizio della squadra e in particolare dei giovani che abbiamo avuto in squadra assieme. Dentro il campo riusciva sempre e comunque a farmi sorridere anche quando la tensione era alta, più le squadre erano forti e più si esaltavano i suoi valori tecnici appresi da una grande scuola come quella di Benevento.

Il “dietro le quinte” dei weekend prepartita

Anni di rugby, anni di grandi esperienze, emozioni, grandi partite, vittorie e sconfitte. Viaggiando nell’album dei ricordi, qual è il primo aneddoto dell’altro che ti viene in mente?

Raffaello: Sono tanti i ricordi e i fatti vissuti, ricordo una partita salvezza in serie B sul campo di Cecina dove ci salvammo. ricordo mille aneddoti ma il primo che ricordo è sicuramente il più simpatico perché pensando ad Vincenzo mi vengono sempre in mente quelli più divertenti che rispecchiano la sua persona, per la capacità tutta sua di rendere tutto molto comico.
Eravamo in trasferta con il Viadana in serie B, Vincenzo decide di portarsi con se un pigiama di marca Cavalli, bellissimo con tonalità del nero e dell’argento molto elegante. La sera prima della partita, mentre gli altri compagni di squadra stavano rientrando nelle cemere, Vincenzo trova il miglior momento per fare una sfilata nel corridoio del piano dell’albergo, con stile da indossatore e con ritmo da sfilata.. Ha raccolto applausi, fischi e frasi di approvazione, molti di noi erano senza respiro per il tanto ridere. Si.. tra i tanti aneddoti quello è stato il più geniale!

Vincenzo: Durante i nostri tanti anni di rugby la costante era legata alla preparazione delle partite. In tutte le stagioni le nostre partite iniziavano il venerdì sera nell’allenamento di rifinitura. Dal venerdi alla domenica, qualsiasi partita ci fosse, Raffaello mi trasmetteva la sua tensione positiva che portava la concentrazione al massimo per dare il meglio la domenica. E puntualmente la domenica mi diceva: “Andiamo e proviamo a vincere.. dopo una bella pinta di birra non c’è la leva nessuno!”

Competenze tecniche e tattiche di livello per i nostri Leprotti

La grande famiglia dei Leprotti, creata da un’idea fantastica del presidente Raffaello Vallone, ha sicuramente sugellato un’amicizia decennale permettendo di continuare sul campo un legame che vi univa anche sul campo. Entrambi ora siete allenatori e contribuite con la vostra esperienza a far crescere i nostri Leprotti. Da coach a coach quale pensi sia il pregio principale come allenatore / educatore dell’altro?

Raffaello: Credo che Vincenzo possa dare ai ragazzi quel giusto apporto per la loro formazione tecnica e tattica soprattutto. Non a caso per lui abbiamo pensato che la migliore collocazione fosse la UNDER 11. I ragazzi di circa 10 anni iniziano a sperimentare, iniziano ad esigere competenze più rilevanti da utilizzare nelle loro gare e per questo Vincenzo è l’allenatore adatto. È attento al gioco di insieme e al gesto tecnico del singolo, ed è quanto di meglio si possa sperare per l’inizio dell’orientamento dei ragazzi che in questa fase conoscono ruoli e le differenti mansioni da svolgere in campo. Poi è un allenatore che trasversalmente fa parte del nostro staff ed riconosciuto come una personalità di rilievo tra i tecnici, ragazzi e genitori.

Vincenzo: Riesce a trasmettere le stesse passioni che da piccolo hanno trasmesso a lui riuscendo a correlarsi con i ragazzi in modo molto semplice ma anche in modo tecnico. inculcando loro i principi che rendono sacro questo sport insegnando che un rugbista sarà sempre una persona corretta dentro e fuori dal campo.

Raffaello Vallone

presidente Leprotti Rugby Soliera

Vincenzo La Rocca

coach UNDER 11 Leprotti Rugby Soliera
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